Spesso mi sono sentita rivolgere questa domanda: “Cos’è la Kinesiologia?".

Lucia Fiorelli, Docente Oligenesi

Articolo di Lucia Fiorelli,
docente Oligenesi esperta in Kinesiologia

Non credo ci sia una risposta esaustiva a questo interrogativo. In ogni caso ci provo. La Kinesiologia è una metodica che utilizza il test muscolare per dare una risposta alle domande che vengono poste al sistema corpo-mente del cliente.

Test Muscolare in Kinesiologia

il test muscolare

Il test muscolare è una modalità con la quale l’operatore mette il muscolo in tensione ed esercita una spinta in direzione contraria alla contrazione muscolare per “testare” la resistenza del muscolo stesso. A seguito di una domanda che prevede una risposta binaria (si/no) l’operatore capisce di cosa la persona ha bisogno. 

Cosa vuol dire questo? Immaginiamo una persona con un problema qualunque. Immaginiamo questo problema come se fosse una bomba innescata che può esplodere da un momento all’altro. Cosa fanno le persone generalmente? Si rivolgono a un professionista per far sì che questo disinneschi la bomba per loro. 

Un Kinesiologo raccoglie la bomba per studiarla, cerca di capire quali sono i fili da tagliare senza che la bomba esploda e rimette la bomba in mano al cliente. Dopodiché gli dice dove trovare le tronchesi e gli insegna a riconoscere il filo da tagliare. Questo permette di non creare dipendenza tra l’operatore e il cliente perché sviluppa nel cliente stesso la consapevolezza.

Quindi possiamo sintetizzare il tutto dicendo che la Kinesiologia non è altro che una metodica che permette alle persone di sviluppare la consapevolezza necessaria per poter disinnescare tutte le bombe che involontariamente hanno innescato.

ambiti di applicazione della kinesiologia

Da quanto detto risulta chiaro che gli ambiti di applicazione di questa metodica sono tantissimi. Lavora, infatti, sulla struttura, sulla parte emotiva, sulla parte energetica, sull’alimentazione, sulle catene muscolari… Ma, nonostante tutti questi campi di applicazione, c’è una domanda che viene posta prima dell’esecuzione di qualunque tecnica, ossia se c’è una emozione specifica legata alla tecnica o al problema. Tutte le emozioni che noi proviamo vanno a modificare la nostra struttura, il nostro modo di pensare ma anche la nostra alimentazione. Non ne sei convinto? Bene, facciamo qualche esempio: quando siamo giù di morale anche le nostre spalle sono cadenti. Se le spalle “cadono” la spina dorsale si curva, il peso del corpo si sposta in avanti e sulla punta dei piedi. La camminata sarà più pesante, i muscoli sono atonici, l’energia non scorre e, se prolungata nel tempo, questo tipo di struttura potrà portare a tutta una serie di dolori fisici ma anche di “malfunzionamenti” organici: piegandoci in avanti il diaframma andrà a comprimere lo stomaco, quindi la digestione risulterà rallentata, la pancia più gonfia e si verificheranno anche problemi intestinali. Ti è chiaro adesso come una emozione può andare a interferire con i nostri organi o con la nostra struttura? Anche la medicina “ufficiale” ora lo riconosce: una persona che sta bene emotivamente è molto meno soggetta ad ammalarsi. Quindi bisogna cercare prima di tutto di guarire noi stessi, non tanto fisicamente, quanto emotivamente!

Aggiungiamo a tutto quello che ho detto che la Kinesiologia prende in considerazione, oltre all’anatomia e alla fisiologia umana, le basi della Medicina Tradizionale Cinese. Ad ogni muscolo del corpo è associato un meridiano energetico. Ad ogni meridiano energetico sono associati degli organi. Ad ogni organo è stata associata una o più emozioni. Quindi, in base a quale muscolo muoviamo, possiamo capire qual è l’emozione, la sensazione, che in quel preciso momento stiamo stimolando o reprimendo. Aggiungiamo a tutto ciò anche la psicosomatica ed ecco che viene fuori una lettura straordinaria delle persone. Straordinaria perché un Kinesiologo professionista non si limita a prendere in considerazione la “bomba” che gli porta il cliente in studio, ma guarda la persona a 360°, cercando di leggere anche le più piccole sfumature, che sono spesso proprio quelle che ci permettono di arrivare alla soluzione del problema.

Ambiti di applicazione della Kinesiologia
Kinesiologia: empatia ed ascolto profondo

EMPATIA E ASCOLTO PROFONDO

Un Kinesiologo, quindi, non solo conosce tutto quello che ho descritto fino a ora, ma ha anche altri tipi di competenze in base al campo di specializzazione. Facendo qualche ricerca anche su internet possiamo trovare diverse modalità di applicazione della Kinesiologia. Possiamo trovare Kinesiologi specializzati nel campo emotivo, nel campo alimentare, nel campo strutturale… Quindi a chi affidarci? E cos’è che rende un Kinesiologo tale? La risposta credo sia una sola: a fare un buon Kinesiologo è l’uso del test muscolare. A fare un ottimo Kinesiologo, oltre all’uso del test muscolare, è l’empatia e l’utilizzo dell’ascolto profondo.
Vediamo nello specifico cosa vogliono dire questi due termini, empatia ed ascolto profondo.

Empatia: è la capacità di comprendere appieno lo stato d’animo altrui, sia che si tratti di gioia, che di dolore. Il significato etimologico del termine è “sentire dentro”, ad esempio “mettersi nei panni dell’altro”, ed è una capacità che fa parte dell’esperienza umana ed animale (definizione tratta da Wikipedia). Oltre a questo significato aggiungerei anche un’altra capacità insita nell’empatia, cioè quella capacità che ci permette di “sapere” che quello che stiamo provando in quel momento, a contatto con quella persona, non è la sua emozione, ma la NOSTRA. Quando dico a una persona “capisco quello che stai provando” in realtà sto dicendo che in un dato momento della mia vita anche io ho provato quell’emozione specifica. Essere in empatia però vuol dire capire profondamente che la mia emozione quasi sicuramente non è la stessa dell’altro, fosse solo per il fatto che la persona la sta provando in quel momento specifico mentre io ho bisogno di “ricordarla” e che quindi, fosse solo per una diversa intensità, non può essere la stessa. Questa minore intensità emotiva mi permette da un lato di capire la persona e dall’altro lato, di aiutarlo, per quanto possibile, a vivere meglio quella stessa emozione o, meglio ancora, indicargli la strategia migliore per poter uscirne fuori.

Ascolto profondo o ascolto attivo: l’ascolto attivo si basa sull’empatia e sull’accettazione. Esso si fonda sulla creazione di un rapporto positivo, caratterizzato da ’’un clima in cui una persona possa sentirsi empaticamente compresa’’ e, comunque, non giudicata (definizione presa da qualitapa.gov.it). A questa definizione aggiungerei solamente la capacità di ascoltare l’altro con ogni fibra e cellula del nostro corpo, dimenticarci di noi stessi per ascoltare con tutto il corpo, non solo con le orecchie, quello che l’altro ci sta dicendo.

kinesiologo: competenze e strumenti

Ricapitolando: un ottimo Kinesiologo possiede e utilizza una serie di competenze e di strumenti che sono:

– Il test muscolare
– Competenze di anatomia e fisiologia
– Competenze di Medicina Tradizionale Cinese
– Competenze di psicosomatica
– Capacità empatiche
– Ascolto attivo

Posso solo concludere dicendo che la Kinesiologia è il lavoro più bello del mondo!

Kinesiologo: competenze e strumenti
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