Il massaggio connettivale è un massaggio direi piuttosto particolare.

Per chi è nel mondo dei massaggi, ma anche per chi il massaggio ama riceverlo, salta subito agli occhi una cosa: viene fatto senza olio. Già. Il contatto tra l’operatore e il ricevente è davvero molto profondo. Ma parleremo di questo aspetto un po’ più avanti.

Massaggio senza olio

IL TESSUTO CONNETTIVO

Per il momento soffermiamoci ad analizzare a cosa serve. Come si può intuire dal suo nome, si tratta di particolari manualità che hanno lo scopo di andare a lavorare in profondità sul tessuto connettivo. Ma cos’è il tessuto connettivo? Si potrebbe affermare che circa il 90% del nostro corpo è formato da tessuto connettivo. Gli strati più profondi della pelle sono tessuto connettivo. I muscoli, i tendini, le ossa, le membrane che ricoprono i nostri organi, il sangue… tutto questo è tessuto connettivo. Si parla di tessuto connettivo ogni volta che qualcosa, all’interno del nostro corpo, connette, mette in relazione, quella parte con un’altra parte. Va da sé che con questo massaggio non andiamo a trattare TUTTO il connettivo, ma buona parte di esso sì.

Manipolando e scollando il tessuto connettivo riusciamo sia ad alleviare sia a contrastare una serie di disturbi localizzati nell’area del trattamento ma, anche, ad esercitare una serie di effetti riflessi su organi e tessuti situati più in profondità.

USO DEL MASSAGGIO

Questo massaggio è stato messo a punto nel 1929 da E. Dicke, una fisioterapista tedesca alla quale i medici avevano diagnosticato delle serie problematiche circolatorie a livello delle gambe, tali da valutare l’ipotesi di una amputazione. Costretta a letto per questa sua patologia, per cercare di alleviare il dolore, iniziò ad auto-trattarsi con delle trazioni manuali nella zona del grande trocantere, zona dove percepiva maggior dolore e che, al tatto, mostrava un ispessimento cutaneo. Applicando queste trazioni giornalmente non solo ottenne una sensibile diminuzione del dolore, ma notò anche un miglioramento della circolazione arteriosa. Ottimizzando la circolazione sanguigna le gambe iniziarono a migliorare fino alla scomparsa della sintomatologia. A seguito dei risultati da lei ottenuti, i professori Kohlrausch, Veil e la dottoressa Leube iniziarono a studiare questa metodologia e ne diedero una spiegazione di tipo neurofisiologico.

Oggi questo massaggio viene praticato da diverse figure professionali: fisioterapisti, estetiste, massaggiatori olistici. Ognuna di queste figure lo pratica per diversi scopi. I fisioterapisti per alleviare o far scomparire dei dolori, le estetiste lo utilizzano sia come trattamento d’urto per la cellulite sia per le rughe, i massaggiatori olistici soprattutto per il suo potenziale riflessogeno.

Corso di Massaggio Connettivale
Corso di Massaggio Connettivale

L'ICEBERG

Io sono una operatrice olistica, quindi mi soffermerò di più su questo aspetto. Sappiamo che l’assunto base delle varie discipline olistiche è l’intenzione di guardare, di osservare, di ascoltare la persona che abbiamo davanti a 360°. Cerchiamo di indagare sulla causa che ha scatenato un determinato effetto e, spesso, ci rendiamo conto che la causa è fisicamente lontana da dove l’effetto si è manifestato. Una sorta di iceberg. Dell’iceberg noi vediamo solo una piccola parte, quella emersa. Ma se la parte emersa si spacca o subisce un danno, difficilmente questo danno avrà ripercussioni nella parte sommersa. Se invece la parte sommersa, che non vediamo, comincia a spaccarsi, inevitabilmente questo avrà ripercussioni sulla parte emersa. Se potessimo intervenire per riparare questa spaccatura, dove andremmo a lavorare? Sulla parte emersa perché è quella che vediamo, o sulla parte immersa, anche se è fisicamente lontana da ciò che vediamo?

Ebbene, spesso le problematiche che noi presentiamo a livello fisico sono un po’ come questo iceberg. Il problema si manifesta in superficie, è quello che noi percepiamo razionalmente, ma la causa potrebbe essere sommersa. E solo lavorando sulla causa il problema si risolve, altrimenti è come mettere un cerotto per curare una ferita. Il cerotto aiuta, ma non fa guarire la ferita…

IN CONTATTO SENZA COMPROMESSI

Con il massaggio connettivale, e in particolare con il massaggio connettivale ad indirizzo kinesiologico, cerchiamo effettivamente di andare a lavorare sulla parte sommersa. La teoria, che viene poi applicata, segue le basi della medicina tradizionale cinese con la conoscenza ed un lavoro specifico sui meridiani, ma prende in considerazione anche la psicosomatica e molto altro, comprese le manualità e i protocolli specifici di questo massaggio.

Quindi, ricapitolando, con il massaggio connettivale olistico, lo scopo non è “solo” quello di andare a lavorare sui muscoli, sui tendini o sulle cicatrici, ma soprattutto andiamo a trattare quelle zone, che possono anche essere zone riflesse, che ci permettono di aiutare la persona a sciogliere il suo blocco, blocco che può essere sia fisico che emotivo.

Come già accennato all’inizio, un ulteriore aspetto, a mio avviso estremamente importante, è il fatto che questo massaggio si pratica senza olio e senza creme. Le dita qui non devono scivolare come avviene negli altri massaggi, al contrario: devono afferrare, scollare, manipolare in profondità il tessuto. Laddove si incontra una “resistenza”, quella è la zona sulla quale lavorare di più. Quali sono le conseguenze di questo tipo di manualità? Quella più importante è il fatto che cliente e operatore entrano in contatto senza compromessi. L’operatore, non utilizzando nessun olio, “tocca veramente” la pelle del ricevente, “tocca veramente” i vari tessuti, tra il massaggiatore e il massaggiato non c’è nessun intermediario…

Corso di Massaggio Connettivale Kinesiologico
Corso di Massaggio Connettivale Riflessogeno

CHIEDERE IL PERMESSO

Le manipolazioni possono sembrare brutali, è vero, e a volte sono anche dolorose, ma, laddove viene effettuato con il contatto non solo delle mani ma anche della buona intenzione di chi lo pratica, posso assicurare che si crea una magia: il tessuto si lascia andare molto più facilmente e si ottengono risultati davvero eccezionali. Il segreto? Per me il segreto è nelle mani del massaggiatore. Dobbiamo sempre pensare, soprattutto quando si lavora in profondità, che stiamo entrando in una casa che non è la nostra, quindi, prima di entrare è buona educazione bussare, chiedere permesso e, prima di entrare aspettare che questo permesso ci venga accordato. Con questa modalità si riesce ad arrivare veramente in profondità nel tessuto e il cliente non si sente “violato”. La pelle e i muscoli sono tessuti elastici. Se noi esercitiamo una forza per entrare, loro non faranno altro che spingerci verso l’esterno. È come saltare su una rete elastica: più ci vado di forza, più la rete in un primo momento assorbe l’urto, ma poi mi respinge spingendomi verso l’alto. La pelle e i muscoli reagiscono allo stesso modo. Se invece, su quella rete io non voglio saltare, ma ci voglio camminare, ci andrò più leggero. Comunque ci sarà un assorbimento del colpo e una reazione di spinta verso l’alto, ma di sicuro la spinta verso l’alto non sarà così potente come quando ci salto sopra. Se poi, invece di saltare o di camminare, mi siedo, la stessa rete non mi spingerà più verso l’alto, anzi, quasi mi “ingloberà” al suo interno. E noi è proprio questo che andiamo a cercare: la capacità che il tessuto ha di inglobare le nostre mani. Solo in questo modo riusciamo a diventare un tutt’uno con quel tessuto e a far sì che si fidi di noi e ci lasci lavorare per ottenere dei grandi risultati.

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