Parliamo di tre diversi tipi di energia...

Lucia Fiorelli, Docente Oligenesi

Articolo di Lucia Fiorelli,
docente Oligenesi esperta in Polarity

Da quando mi sono avvicinata al mondo olistico ho sempre avuto una predisposizione particolare all’accostarmi a tecniche poco conosciute.

Polarity

PNL, KINESIOLOGIA E POLARITY

Il mio primo approccio a questo mondo fu la PNL (Programmazione Neuro-Linguistica). Ricordo che quando ne parlavo le persone mi chiedevano (e a volte lo fanno ancora) se avesse a che fare con l’informatica. E infatti, la PNL, alla fine degli anni ’90, non era ancora molto conosciuta. 

Decisi allora di approcciarmi a un’altra tecnica che era molto in voga tra le persone che frequentavano il mondo della PNL, la Kinesiologia. Fuori dalla cerchia ristretta degli “addetti ai lavori” mi resi conto che anche questa era una tecnica quasi del tutto sconosciuta… e da lì in poi ho deciso di rivolgere la mia attenzione alla ricerca di tecniche che non “andassero ancora di moda”, di tecniche poco conosciute. Mi dava la sensazione di essere una sorta di “esploratore” in ambito olistico. 

Così ho scoperto, e studiato, la Tecnica Bipolare o Polarity Therapy. Anche qui, come già era successo per la PNL e la Kinesiologia, è stato amore già dalla prima lezione. Le cose che fin da subito mi impressionarono di questa metodica furono la sua semplicità e versatilità di applicazione; si poteva fare dovunque, in qualunque posizione e senza bisogno di far spogliare la persona.

Certo, le tecniche utilizzate in questo metodo prevedono una serie di protocolli da eseguire quasi maniacalmente e, possibilmente, con la persona sdraiata sul lettino. Ma il concetto di base prevede che ogni parte del nostro corpo, comprese quindi le mani, siano attraversate da un flusso di corrente elettrica che ha una polarità negativa o positiva. Quindi, sfruttando questa polarità, possiamo aiutare il ricevente a rimettere in ordine la propria energia vitale, agendo anche sulle problematiche fisiche legate a stati dolorosi.

un condensato di tre diverse culture

Un altro aspetto che ho trovato davvero stimolante è il fatto di come questa tecnica sia una sorta di “condensato” di tre culture diverse: Cinese, Indiana, Occidentale. Ho sempre pensato che tutte le diverse culture, come anche le più grandi religioni, condividano gli stessi presupposti. Presupposti che poi, nel tempo, vengono ampliati, modificati, approfonditi in base alle culture di appartenenza. E questa tecnica ne è la conferma.

Parliamo di energia: la Medicina Tradizionale Cinese la associa ai Meridiani energetici, una sorta di canali immaginari all’interno dei quali scorre, appunto, l’energia. L’energia, attraverso i Meridiani, può viaggiare nel corpo in diverse direzioni, dal basso verso l’alto, dall’alto verso il basso, dal centro del corpo verso l’esterno o viceversa. Ogni Meridiano ha dunque il suo percorso specifico, attraverso il quale viene trasportata energia vitale ai vari organi e distretti del nostro organismo.

La Medicina Indiana (Ayurveda) ha invece identificato una miriade di vortici energetici nel nostro corpo, vortici che vengono chiamati Chakra. Anche i Chakra hanno lo stesso compito dei Meridiani: fornire il nostro corpo di energia vitale (Prana). Da qui nasce lo Yoga nelle sue diverse forme e accezioni.

E arriviamo così alla Medicina Occidentale. La nostra medicina, quella che tutti conosciamo e usiamo, è restia nel riconoscere l’energia vitale ed il suo ruolo. Io, però, mi sono sempre posta questa domanda: “Che compito hanno le cellule del nostro corpo? Non sono forse loro a produrre energia?”. La Medicina Occidentale chiama questa energia ATP (adenosina trifosfato). Ecco la definizione di ATP tratta da Wikipedia: “L’adenosina trifosfato (o ATP) è un ribonucleotide trifosfato formato da una base azotata, cioè l’adenina, dal ribosio, che è uno zucchero pentoso, e da tre gruppi fosfato. È uno dei reagenti necessari per la sintesi del RNA, ma soprattutto è il collegamento chimico fra catabolismo e anabolismo e ne costituisce la ‘corrente energetica’. Esso viene idrolizzato ad ADP (adenosindifosfato), che viene riconvertito in ATP mediante vari processi.”

Sempre di energia si parla… Possiamo quindi dire (e sfido chiunque a non essere d’accordo con questa affermazione) che senza energia noi non esisteremmo.

Polarity
Polarity

la polarity therapy o tecnica bipolare

Ebbene, potremmo dire che la Polarity Therapy sia un riassunto, un concentrato di queste tre visioni dell’energia. Nelle varie tecniche che vengono apprese durante il Corso, si impara a lavorare con tutte e tre le visioni e, secondo me, è proprio questo che rende il lavoro più completo.

Con la Tecnica Bipolare l’operatore lavora sempre alternando le stimolazioni da una mano all’altra. Ciò permette all’energia di muoversi secondo la polarità del corpo. Vengono usate tre tipi di manipolazioni: SATVICA, RAJIASICA, TAMASICA. Questi tre tipi di manipolazioni vanno da un contatto profondo ad un contatto più superficiale. 

Non si tratta di massaggi veri e propri, ma di una sorta di pressioni ritmiche più o meno profonde sulla zona o sul punto interessato; altre volte possono, invece, essere dei semplici sfioramenti, oscillazioni o movimenti veloci. 

In base al risultato che si vuole raggiungere, l’operatore sceglierà la modalità più adatta per ottenere lo scopo prefissato. In ogni caso, questo tipo di lavoro manipolativo permetterà di stimolare una serie di zone riflesse, attraverso le quali ricomincerà a fluire l’energia che si era bloccata precedentemente.

Come si fa a non innamorarsi di una cosa del genere?

In ogni caso, dopo questa specializzazione, per far capire qual è il mio lavoro, mi sono avvicinata al mondo dei massaggi olistici. Ma questo è un altro argomento.

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